“E luce (sostenibile) fu!” con Medea Zanon

Trovare soluzioni per rispettare l’ambiente e per ricaricare le batterie di industrie e città in modo più efficiente. Sembra un lavoro da supereroi? Forse, ma è quello che fa Medea Zanon, che in questo episodio di “Stem by me” ci racconta le sue soddisfazioni da ingegnere energetico.

Hai poco tempo a disposizione?

Leggi qui sotto un estratto con i punti fondamentali dell'intervista a Medea!

Ehi ehi! Ciao Medea, la mia ingegnerA elettrica preferita – anche se non ho ancora capito esattamente di cosa ti occupi.. illuminami!

…era una battuta?! Comunque ok – io mi occupo di progettare e sviluppare sistemi energetici il più sostenibile possibile per edifici comunali e “infrastrutture pubbliche”, in pratica scuole, ospedali, palestre… E in pratica il mio compito è proprio suggerire le ultime innovazioni alle amministrazioni pubbliche.

Ah, ma quindi tu non stai tutto il giorno a progettare al pc come un ingegnere classico?!

Ahaah, ma no..! So che l’ingegnere è visto come il tipico imbruttito che passa la vita davanti allo schermo e non dico che non ci passi anch’io tante ore – ma il mio è anche un lavoro di spiegazione e mediazione con le persone che magari non sono tecniche come noi. E forse questa è la parte che mi piace di più, oltre al conoscere tantissime piccole realtà sparse per l’Italia quando facciamo i sopralluoghi i canteri.

E cos’hai studiato? È sempre stato questo il tuo lavoro dei sogni?

Al contrario.. ho sempre avuto problemi con il considerarmi una ingegnera, la tecnologia non è mai stata il mio forte. Io sapevo solo che volevo essere utile alla società, un buon esempio, e dopo il classico ho seguito delle conferenze sul cambiamento climatico che mi hanno fatto capire che l’ambiente era una causa per cui volevo battermi, così ho studiato ing. energetica per essere un’esperta, specializzandomi proprio in soluzioni di sostenibilità.

Ma non è stato difficile, visto che non avevi basi scientifiche?

Sì, ho avuto diversi momenti di sconforto.. ma l’obiettivo era troppo forte per mollare. Calcola che mi sono presa il mio buon tempo per scegliere un lavoro che fosse in linea con la mia etica. E poi ho realizzato che un titolo di studio non è mai un etichetta. Il lavoro lo si costruisce passo passo, lo riempiamo noi con quello che che vogliamo essere e quello che vogliamo fare. 

E hai altri consigli da dare a chi volesse affrontare questo percorso ma si sentisse magari un po’ impaurito o scoraggiato?

C’è una frase che per me è super importante. Sono scout e questo motto è proprio del fondatore di questo movimento, Baden Powell, che diceva che nessun insegnamento vale quanto l’esempio. E io sto cercando ogni giorno di essere d’esempio con il mio comportamento e il mio lavoro per tutti quelli che incontro.

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