“Esperimenti di bellezza” con Ludovica Panìco

Chi non vorrebbe fare esperimenti sui propri capelli?! Beh, forse poche di noi accetterebbero la sfida… ma sicuramente non è un problema per Ludovica Panìco, che in questo episodio ci racconta le sue avventure da cosmetologa.

Hai poco tempo a disposizione?

Leggi qui sotto un estratto con i punti fondamentali
dell'intervista a Ludovica!

Ciao a tutti e benvenuti ad un nuovo episodio di Stem by me. Qui con noi abbiamo Ludovica, che è una chimica organica/cosmetologa… e non posso che chiederti cosa voglia dire essere cosmetologa!

La cosmetologa si occupa di cosmetica a tutto tondo, dai prodotti per capelli alla cura del corpo. Nella pratica, immagina di dover creare una ricetta nuova per una torta, io allo stesso modo seleziono gli ingredienti in base a tantissimi aspetti – di tipo chimico, dermatologico, normativo – ne valuto la quantità, li miscelo e si trasformano in prodotti di skin-care, così come hair-care, body etc.

Scusa, ma li provi su di te i prodotti prima di metterli in commercio?

Ma ovvio, io provo in prima persona tutte le mie creazioni, con i capelli divisi in ciocche e su ciascuna un prodotto diverso, senza etichette per non avere pregiudizi… in pratica per me ogni doccia è un test. Ormai sono anni che non ho una beauty routine classica, ma questo mi permette di avere chiari i risultati delle mie formulazioni 😉

E da cosa è nata questa passione? Ora sui social abbiamo tantissimi riferimenti a make-up artist e maghi del trucco, ma qualche anno fa non era così famoso questo mondo – com’è stato il tuo percorso?

Quando ero adolescente, non c’erano i social che potessero ispirarmi o informarmi. Credo che la mia passione sia del tutto irrazionale, ma ancora ricordo il fascino che ha sempre avuto su di me vedere mia mamma che si truccava allo specchio!

Ho deciso che doveva essere la mia strada alla fine del liceo classico, quando ho realizzato di avere una forte passione per la scienza. Quindi, anche senza punti di riferimento o esempi, ho messo in atto la “via della scienza” studiando chimica in triennale e poi in magistrale “metodologie di sintesi organica e chimica bio-organica”.

Non c’era direttamente il corso in cosmetologia?

Ma magari! Al tempo non c’era quello che ora è “Advanced Cosmetics Sciences” a Rimini, che è proprio un corso magistrale interamente dedicato alla cosmesi. Io però ho avuto la fortuna di incontrare la professoressa che poi ne sarebbe diventata la curatrice, e io con lei ho fatto la tesi in cosmetica, cosa eccezionale per chimica!

E cosa hai studiato per specializzarti tu, quindi?

..già fare una tesi in cosmetologia alla magistrale è stata un bel passo 🙂 Poi mi sono iscritta al master in Scienza e Tecnologia Cosmetiche dell’Università di Siena. Insomma, ho preso al volo tutte le opportunità possibili!

Quindi dal liceo classico a un percorso scientifico? È stato un cambio difficile?

Diciamo che il liceo classico mi è stato utile per il ragionamento, per il farsi domande, il cercare risposte. La logica, più che l’approccio scientifico, è fondamentale in questo tipo di lavoro …sappiamo che la curiosità è una delle prime caratteristiche di uno scienziato 😉

Ma… dimmi di più sul tuo lavoro… riesci a dirmi quelle che sono le competenze e le capacità che una cosmetologia deve avere ogni giorno. Me ne sapresti citare 3?

Conoscenza della chimica, è fondamentale; un approccio scientifico in generale ai problemi; e tanta tanta tanta creatività. Bisogna immaginare i colori più particolari, le texture più folli, bisogna avere fantasia.

E se dovessi, appunto, dare un altro consiglio alla Ludovica di una decina di anni fa o a una ragazza all’università adesso – cosa le diresti?

Direi che non bisogna troppo preoccuparsi delle difficoltà e dei problemi. Perché le preoccupazioni hanno un valore inversamente proporzionale all’età. Perché poi ognuno è libero di sbagliare, gli errori si fanno, è giusto farli… però non preoccuparsi troppo, vivere a fondo e se c’è una difficoltà, risolverla, e se non si risolve, non fa niente. Bisogna accogliere il cambiamento, non è detto che sia negativo – la chimica ci insegna che è pur sempre un’evoluzione, una trasformazione. Idem per i cambi di strada, di percorso, di carriera… si impara pur sempre qualcosa.

Ci sono altri insegnamenti che hai avuto dai tuoi studi o dal tuo lavoro?

C’è stato un evento che mi ha dato una grande lezione – durante un seminario, in magistrale, mi sono seduta dietro per lasciare liberi i posti davanti, convinta che fossero per i professori e gli ospiti. E poi invece ci è stato detto che lì c’erano bigliettini con in premio un profumo. Ecco, in quell’occasione ho capito che le opportunità iniziano quando la smettiamo di seguire i luoghi comuni – non bisogna stare a sentire le persone che ti scoraggiano, non esiste il “tu non lo puoi fare” – tu puoi fare qualsiasi cosa…! ♡

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