Eva Mameli Calvino

Ciao e bentornat* al nostro appuntamento con le donne della scienza. ♡

L’episodio di oggi ci fa scoprire una personaggio dai cognomi importanti, Eva Mameli Calvino. In realtà siamo proprio delle burlone – uno di questi è un false friend per la nostra memoria… “Mameli” infatti, non ha niente a che fare con il compositore del nostro inno nazionale – ahahah.

“Calvino”, invece, ci riporta giustamente alla mente quell’ “Italo” che un po’ tutti noi abbiamo letto. Colpo di scena – si tratta infatti della madre dello scrittore. Però ecco, per ora concentriamoci su di lei. Dicevamo, Giuliana Luigia Evelina, per gli amici “Eva” – e così la chiameremo oggi. Andiamo agli highlights della sua storia.

Fiore tra i fiori

Cominciamo con il botto. Nata nel 1886 da una famiglia piuttosto benestante, segue studi pubblici (all’epoca non “convenienti” alle donne) e frequenta prima Matematica e Fisica all’Università di Cagliari, e poi Scienze Naturali a Pavia, per via del suo amore incondizionato per piante e fiori, iris, in particolare.

Per qualche anno farà da pallina da ping-pong tra varie sedi universitarie come assistente, per arrivare invece al suo primo grande riconoscimento nel 1915: è la prima donna in Italia ad ottenere una cattedra universitaria in Botanica. Sua è anche l’unica opera di botanica del secolo scorso, il “Dizionario etimologico dei nomi generici e specifici delle piante da fiore e ornamentali”, del 1972 – ma questo era un consiglio di lettura e non ho avuto il jingle?! Ma dicevamo…

Da Pavia a Cuba è un attimo

Colpo di scena. Evamamelicalvino si innamora, si sposa, molla la cattedra tanto rincorsa, e va a Cuba. Non per aprire un chiringuito sulla spiaggia, chiaro, ma lo fa accettando una proposta di matrimonio camuffata da una di lavoro. O viceversa. Il neo-futuro-marito non è infatti proprio l’ultimo arrivato e ha corteggiato Eva con km di lettere (sentite anche voi “Come mai?” degli 883 di sottofondo?) non romantiche, ma di carattere scientifico e sta per partire per Santiago de la Vegas, a Cuba, dove diventerà capo della Stazione agronomica.

Propone ad Eva un ruolo da collaboratrice in Genetica Vegetale, lei dice sì lo voglio, ora lo sposo può baciare la sposa, via su! sul transatlantico, arrivano a Cuba, lui capo di qua, lei capo del Dipartimento di Botanica e pure un figlio. Zan zan. Brava Eva.

Kiwi, pompelmi e palme

Se mangiamo kiwi e pompelmi e possiamo fare foto sotto le palme di Roccella Ionica manco fossimo a Miami, il merito è di Eva. No vabbè, ho leggermente esagerato perché so benissimo che, se guardassi nel vostro feed, scoprirei anche skyline di palme migliori, ma non stiamo lì a fare i precisini – a me serviva una intro un po’ shock.

La verità è che Eva e il marito dopo qualche anno tornano in Italia e porta davvero con sé dopo, una volta tornata in Italia, avrà in gestione la stazione sperimentale di floricoltura di Sanremo in cui no, non crescono solo i fiori per il festival. E, in particolare, l’obiettivo del progetto sotto la sua direzione, è proprio l’introduzione della coltivazione di kiwi (e palme, per la cronaca) in Italia. Ecco, se anche voi avete uno zio che ha piantato kiwi ovunque nel vostro orto, sappiate che è Eva che dovete ringraziare per i  suoi studi e le sue analisi di fattibilità per questa coltivazione non proprio “autoctona / nostrana”.

Scoprendo, mi sento utile

Mi gioco il bonus ricordandovi che poi sì, tra le altre cose, era anche la mamma di Italo Calvino. E di sicuro la cura nello scegliere le sue parole come fossero i fiori più belli del giardino, Italo la deve proprio alla madre.

Bravona Eva. Ora a me è venuta voglia di fare un po’ di giardinaggio. Vi bacio e abbraccio tutti e vi aspetto al prossimo episodio di Stem by me. Ciao, fiori.

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