Laura Conti

La donna che spiava la scienza dal buco della serratura AKA La Greta Thunberg italiana

Ciao e benvenut* ad un nuovo episodio del nostro podcast sulle donne di ispirazione ed esempio nel grande mondo della scienza. Con l’approfondimento di oggi vedremo più da vicino che il legame tra le donne e il rispetto per l’ambiente risale a ben prima di Greta Thunberg (…). Parleremo della prima grande “attivista ecologica” italiana, la prima ambientalista – che si meritò questa etichetta prima ancora che questo termine esistesse, forse: Laura Conti.

Uhuuh, so che non vi tenete dalla curiosità, quindi cominciamo.

Alla ricerca di un modello di vita

Laura Conti è una medicA, nata ad Udine nel 1921, che si appassiona alla scienza da bambina, grazie ad una biografia su Marie Curie, l’unica donna a cui, per lei, valeva la pena ispirarsi, per via dei suoi riconoscimenti negli studi in fisica e chimica – ricordiamo il doppio Nobel della Curie, per fisica e chimica.

Già qui la prima curiosità: Laura capisce fin da piccola che voleva studiare biologia, ma deve fare medicina perché, pensate, a quel tempo la facoltà di scienze biologiche ancora non esisteva – e non parliamo di mille anni fa, ma del secolo scorso…! Ma come finisce con diventare una “appassionata di ecologia”?  Andiamo al secondo aneddoto.

Pane, politica ed ecologia

Come dicevamo in apertura, Laura è stata tanto donna di scienza, quanto di attività politica. E ci arriva per due grandi eventi. Il primo, il suo internamento in un campo di lavoro femminile, a Bolzano, per via della sua opposizione al fascismo. Ed è qui che vede -e analizza- il trattamento meschino agli esseri umani e, in particolare, alle donne. Uscita dal lager lavora come medico dell’INPS, ruolo che le permette di osservare gli effetti perversi di certi ambienti industriali sulla salute degli operai.

Arriviamo qui al secondo evento-chiave per il suo percorso: una catastrofe chimica, la fuori-uscita di una nube tossica contenente diossina da un’industria chimica, che andò a colpire l’area abitata di Seveso, in Lombardia. Era il 1976. In quegli anni Laura era anche consigliera regionale, motivo per cui si reca immediatamente sul luogo del disastro per seguire da vicino gli abitanti e, in particolare, le donne incinte. Immaginate che, dato il rischio di malformazione dei nascituri, in questa occasione alle donne venne eccezionalmente concessa la possibilità di abortire. Grazie anche al suo attivismo in questo senso, il diritto all’aborto diverrà legge due anni dopo, nel 1978.

Ecofeminism is a state of mind

La passione di Laura per la salute dei lavoratori va ben oltre il suo ruolo professionale e prende forma concreta in un’iniziativa che ancora oggi conosciamo tutti. Nel 1980, infatti, fu tra le fondatrici di Legambiente, quell’associazione ecologista che si batte per fare formazione, informazione e attività concrete per la salvaguardia della natura e i suoi abitanti, siano essi animali, piante o esseri umani. Laura corona il suo impegno politico nel 1987, anno in cui viene addirittura eletta in Parlamento. Come qualcuno di voi ricorderà, infatti, nell’aprile 1986 era esploso un reattore della centrale di Cernobyl, evento che portò portò l’Italia a chiudere le centrali nucleari, e ad aprire, invece, il Parlamento ai Verdi e alle cosiddette “ecofemministe” – Laura Conti in primis.

Mi è piaciuta molto la figura di questa donna, tanto per la scienza quanto per il progresso civile e sociale. Laura Conti ha fatto capire agli italiani che, oltre all’ecologia delle piante e degli uccelli, conta anche quella delle fabbriche, dei lavoratori, delle periferie. È stata una scienziata talmente “credente” nel potere della scienza e nelle capacità predittive di teorie e studi, da rendere la sua attività di divulgatrice una missione politica.

Diceva:

Non sono una scienziata, ma una studiosa dei problemi ecologici. Pur trovando affascinante lo studio, penso che sia importante anche agire ed operare. Per questo motivo ho deciso di fare politica: non basta studiare, bisogna anche darsi da fare.

E con queste parole, auguro a tutte voi di trovare fin da subito un motivo e una strada per cui attivarvi e darvi da fare …e vi aspetto al prossimo episodio di “Stem by me”.

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