Margherita Hack

 

Benvenute a tutte ad un nuovo episodio del nostro podcast sulle stelle della scienza. Ecco, per la protagonista di questa puntata non si potrebbe usare intro migliore o diversa perché parleremo di quella che, a livello italiano, è forse l’astro-fisica più conosciuta – MARGHERITA HACK.

Questa super scienziata è conosciuta per le sue scoperte in campo radio-magnetico e astronomico, in particolare per i suoi studi sulle cefeidi e sulle stelle Be… o almeno questo è quello che impariamo sui libri di scuola. (Io personalmente proprio qui, su due piedi, non sarei in grado di parlare delle differenze tra queste due classi astrali, ma quello è ciò che trovo come briciole, rimasugli – ecco, nella polvere (non di stelle) nella mia memoria.

Magari però ci sfuggono degli aspetti della sua carriera e della sua personalità che la rendono molto più normale e, secondo me, anche molto più simpatica. 

Non proprio una studentessa modello

Cominciamo con la sua pagella, o dai paradossi della sua carriera scolastica. Sembra che alle elementari avesse 7 in condotta per via di un caratterino poco domabile e piuttosto impulsivo – il che a me già a rende molto più “famigliare”… Sempre in tema scolastico, c’è un aneddoto particolare legato alle scienze.

Infatti, essendo uscita dal liceo (classico, tra l’altro) con 6 in matematica e fisica, ma con 8 in filosofia, si iscrisse alla facoltà di Lettere. La motivazione? ..era brava a scrivere temi e voleva specializzarsi nelle cronache sportive per seguire la “sua” fiorentina. Alle prime lezioni, però, si annoiò a morte e decise di raggiungere la sua migliore amica che studiava fisica.

E se si fosse data allo sport?

Era un astro nascente dell’atletica – vinse due campionati universitari in salto in alto e in lungo, salendo sul podio anche in campionati italiani. Fu in quel periodo che si avvicinò allo studio della fisica e dell’astronomia.

Abbiamo capito da questa sua passione per i salti che tenere i piedi ben saldati a terra non le riusciva bene, ma ancor meglio in realtà riusciva ad alzare e mantenere gli occhi al cielo. Arriverà infatti ad ammettere di considerare alcune stelle tra le sue amiche più care e di parlare con loro chiamandole per nome.

Da operaia a rettrice universitaria è un attimo

Per riassumere la terza curiosità direi non tanto “Dalle stalle alle stelle – ma dalle fabbriche alle stelle, biglietto di sola andata”. Infatti, per un periodo si allontanò dalla strada accademica e lavoro in un’industria – la quale, però, dovette chiudere. orando, dovette chiudere. E, tra parentesi, calcolate che, tra gli altri compiti, qui le facevano curare i libretti di istruzioni delle macchine fotografiche – ecco, se avesse continuato qui la sua carriera, il suo talento sarebbe stato un po’ sprecato, permettetemi di direi.

Non smise mai davvero di gravitare intorno all’ambiente universitario e presto tornò ad avere incarichi importanti in ambito accademico. Ma non è sempre “stella” ciò che luccica verrebbe da dire…

Nel ‘63, infatti, quando vinse il concorso per la cattedra di astrofisica dell’Università di Trieste, diventò anche la prima direttrice (donna!) dell’osservatorio astronomico della città. C’è da notare, però, che al tempo questo istituto era ultimo in Italia per numero di dipendenti e dotazione strumentale. Sotto la sua direzione e seguendo la sua scia luminosa, però, in una decina d’anni venne costruita una sede staccata, moltiplicato il numero di dipendenti e acquisito pregio sia a livello nazionale che europeo. Una forza davvero supergalattica 😉

Siamo apprendisti stregoni che potranno fare un gran bene a tutti i viventi o addirittura distruggere il pianeta.

Ecco, con questi insight spero di avervi passato un po’ di quel magnetismo astrale che distingueva Margherita Hack e la faceva brillare rispetto a tante altre figure di spicco del suo tempo… e non mi resta che concludere con “baci stellari!”

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