“Sono raggi miei” con Maria Giovanna Riga

In questo episodio di “Stem by me” Maria Giovanna Riga ci porta a scoprire il lato sconosciuto della radiologia medica – che no, non vuol dire solo fare le lastre!

Hai poco tempo a disposizione?

Leggi qui sotto un estratto con i punti fondamentali dell'intervista a Maria Giovanna!

Ciao a tutti! L’ospite di oggi è Maria Giovanna, è un medico – anzi, unA medicA- specializzanda in radiologia. Ma quindi, in parole povere, tu leggi le lastre?

No, in realtà è un lavoro più ampio – e molto più interessante di questo. Il medico radiologo è un medico che si occupa sì di fare diagnosi tramite delle immagini -quindi TAC, ecografie, risonanze, radiografie, le cosiddette “lastre”- ma che è anche in grado di utilizzare tecniche “mini-invasive” per risolvere interventi altrimenti importanti.

Quando hai capito che la medicina avrebbe fatto parte della tua vita?

Fino alla scelta dell’università pensavo di essere una free-rider, mi rifiutavo di pensare di fare medicina proprio perché nella mia famiglia tanti sono medici. Da più piccola, per esempio, volevo diventare veterinaria e poi ho avuto la fase del giornalismo. Alla fine, però, ho dovuto cedere perché ho capito che per me la medicina era una questione veramente famigliare, vicina al mio mondo.

E quando ti sei appassionata di radiologia?

Sono arrivata a radiologia dopo aver cambiato, prima facevo medicina d’urgenza – anestesia e rianimazione. Ho lasciato quel percorso dopo 2 anni perché mi sono resa conto che i ritmi di lavoro richiesti erano troppo duri. In più, per come sono fatta, mi portavo a casa le difficoltà e i problemi dei pazienti, non riuscivo a lasciarmi dietro le spalle il carico lavorativo ed emotivo. Quindi ho cambiato, ho capito che dovevo prendere un’altra strada per tornare ad avere del tempo per me e per la mia vita privata.

Non hai mai avuto dubbi sulla scelta di questa carriera? Chi sceglie medicina lo sa, è un percorso lungo e difficile…

Non tutti quelli che scelgono medicina sono dei nerd, dei geni, dei secchioni. Anzi, le intelligenze sono diverse e si compensano. Certo, in 6 anni + 4 di specializzazione, tante sono le difficoltà e anche i momenti di down. Però è vero che basta ricordarsi perché sei lì, per riuscire a superare anche gli esami più tosti o i periodi più complicati.

E quali sono le competenze necessarie per essere un buon medico?

Sicuramente lo studio, ma poi è importante essere sé stessi e seguire i propri modi di fare, di essere. La bravura di un medico non dipende dal suo quoziente intellettivo o dal voto alla maturità, ma tanto importano la personalità e le proprie inclinazioni. Serve anche una buona dose di empatia, di comprensione, e sicuramente anche tanta pazienza… ma alla fine il lavoro lo facciamo noi. 

E qual è il consiglio che daresti alla Maria Giovanna di 10 anni fa?

Prima di tutto, mi abbraccerei e mi direi che sto facendo bene. E poi mi direi che è giusto sbagliare – perché solo chi non prova, non sbaglia. Soprattutto, mi ricorderei la perfezione non esiste.

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